
Arturo Toscanini
Persona
direttore d'orchestra
, Parma / , Riverdale, Stati Uniti
Biografia
Toscanini, Arturo. - Direttore d'orchestra (Parma 1867 - New York 1957). Iniziò la sua carriera come violoncellista, ma si affermò presto come direttore sino a raggiungere un'enorme celebrità. L'interpretazione direttoriale di T., sia in campo teatrale sia in campo concertistico, era caratterizzata da una lucida lettura del testo musicale, associata alla concezione dell'orchestra intesa come uno strumento che deve sempre vibrare in tutte le sue parti. Il suo repertorio era assai vasto, rivelando peraltro una particolare predilezione per i musicisti del sec. 19º, da Beethoven a Brahms, da Verdi a Wagner.
Vita e opere
Studiò nei conservatori di Parma e di Milano, e iniziò la sua carriera come violoncellista nell'orchestra Teatro Regio di Parma e di altre, in Italia e nell'America Meridionale. Diresse per la prima volta a Rio de Janeiro nel 1886, e si affermò successivamente nei maggiori teatri d'Europa e d'America, sino a raggiungere una celebrità e una considerazione superiori a quelle di qualsiasi altro direttore. Chiamato alla Scala di Milano (1898), vi diresse fino al 1928, anno in cui fu nominato "principal conductor" dell'Orchestra Filarmonica di New York. Direttore al Metropolitan di New York (1908-15), rientrò in Italia nel 1915; nel 1931, essendosi rifiutato di eseguire gli inni ufficiali prima di un concerto a Bologna, fu schiaffeggiato da un gruppo di fascisti. Emigrò allora negli USA, dove fu a capo (1937-54) dell'Orchestra della National Broadcasting Company, costituita appositamente per lui. Dopo la fine della seconda guerra mondiale, tornò saltuariamente in Italia, e inaugurò la Scala ricostruita dopo i bombardamenti che l'avevano gravemente danneggiata (1946). T. diresse, inoltre, la prima esecuzione assoluta di numerose opere, tra le quali: La Bohème, La fanciulla del West, Turandot di G. Puccini; Nerone di A. Boito.
fonte: dizionario biografico degli italiani (treccani.it)
Arturo Toscanini (Parma, 25 marzo 1867 – New York, 16 gennaio 1957) è stato un direttore d'orchestra italiano.
Arturo Toscanini. Considerato da molti suoi contemporanei - critici, colleghi e pubblico - il più grande direttore della sua epoca, fu uno dei più acclamati musicisti della fine del XIX e del XX secolo; rinomato per la sua brillante intensità, l'instancabile perfezionismo, il fenomenale orecchio per i dettagli e le sonorità orchestrali, e la memoria fotografica.[1] È considerato uno dei più autorevoli interpreti delle composizioni di Verdi, Beethoven, Brahms e Wagner. Come direttore musicale della NBC Symphony Orchestra divenne una celebrità internazionale, grazie alle trasmissioni radiofoniche e televisive dei suoi concerti e alle numerose incisioni del repertorio operistico e sinfonico.
Toscanini nacque a Parma da Claudio Toscanini e Paola Montani. Vinse una borsa di studio al conservatorio, dove studiò violoncello e composizione diplomandosi nel 1885. L'anno successivo si unì come violoncellista all'orchestra di una compagnia operistica, con la quale girò il Sudamerica. In Brasile il direttore Leopoldo Miguez abbandonò l'orchestra e dichiarò ai giornali che la sua decisione era stata causata dal comportamento degli orchestrali italiani. Il suo sostituto, Carlo Superti, doveva dirigere l'Aida a Rio de Janeiro nel 1886, ma fu pesantemente contestato dal pubblico e non riuscì neanche a dare l'attacco all'orchestra. Toscanini, incitato da alcuni suoi colleghi strumentisti, prese la bacchetta al suo posto, ottenendo un grande successo e iniziando la sua carriera come direttore d'orchestra a 19 anni.
Toscanini iniziò a collaborare con il Teatro alla Scala di Milano nel 1898, continuando fino al 1908, anno in cui si dimise e fu invitato a dirigere presso il teatro del Metropolitan di New York, venendo molto contestato per la sua decisione di abbandonare l'Italia. Proprio durante tale esperienza Toscanini comincerà a considerare gli Stati Uniti come la sua seconda patria. Rientrato in Italia allo scoppio della Grande Guerra, si esibì esclusivamente in concerti di beneficenza, non guadagnando così nulla. Subito dopo la fine della guerra mondiale, nel giro di pochissimi anni si impegnò nella riorganizzazione dell'orchestra milanese del Teatro alla Scala, che trasformò in ente autonomo.
Il 14 maggio 1931, al teatro Comunale di Bologna - dove doveva dirigere un concerto in memoria di Giuseppe Martucci - si rifiutò di eseguire Giovinezza e l' Inno Reale al cospetto di Ciano e Arpinati e venne perciò aggredito e schiaffeggiato da una camicia nera nei pressi di un ingresso laterale del teatro, venendo poi spintonato a terra. L'aggressione subita fu alla base della sua rinuncia a dirigere orchestre in Italia fin quando il fascismo e la monarchia non fossero finiti e, in seguito, della decisione di emigrare negli Stati Uniti. In Italia tornerà soltanto quindici anni dopo, nel 1946, alla fine del secondo conflitto mondiale.
A Milano presso la Scala dirigerà (per l'ultima volta) nel 1946 un memorabile concerto dedicato in gran parte all'opera italiana. Diresse anche al Metropolitan Opera di New York (1908-1915) e Bayreuth (1930-1931; fu il primo direttore non tedesco) come pure con la New York Philharmonic (1926-1936) e al Festival di Salisburgo (1934-1937). Nel 1936, diresse il concerto inaugurale della Palestine Symphony Orchestra (ora Israel Philharmonic Orchestra) a Tel Aviv, sia a Bayreuth che a Tel Aviv diresse gratuitamente, considerando la cosa un grande onore.
Francobollo emesso nel 2007 nel 50° anniversario della morte
Francobollo della Repubblica di San Marino che celebra Arturo ToscaniniA. nche prima del famoso episodio dello schiaffo era un forte oppositore del fascismo italiano e del nazismo tedesco, infatti dopo un'iniziale condivisione del programma fascista del 1919 (per altro di sinistra e repubblicano) che lo aveva portato a candidarsi, passò progressivamente all'antifascismo già prima della marcia su Roma e divenne una voce critica e stonata nella cultura omologata al regime, riuscendo a mantenere l'orchestra della Scala sostanzialmente autonoma dal regime, grazie all'enorme prestigio internazionale; in particolare si rifiutò di dirigere la prima di Turandot, dell'amico Puccini, se Mussolini fosse stato presente in sala. Anche per incompatibilità ideologica con il fascismo lasciò l'Europa per gli Stati Uniti, dove fu fondata la NBC Symphony Orchestra perché lui la dirigesse, e con la quale lavorò regolarmente fino al 1954 su radio e televisioni nazionali; fu quindi il primo direttore d'orchestra a diventare una stella dei moderni mass media. Durante la Seconda guerra mondiale, diresse concerti di beneficenza come raccolte fondi per le forze armate statunitensi impegnate contro l'Asse e modificò L'inno delle Nazioni di Giuseppe Verdi, modificando in chiave antifascista i passi tratti dall'Inno di Garibaldi e inserendovi l'inno nazionale statunitense e l'Internazionale comunista.
Tornò in Italia nel dopoguerra per la ripresa alla Scala di Milano della sua attività musicale, ma seguitò a vivere negli Usa con sua moglie. Si ritirò quando aveva 87 anni. Il suo ultimo concerto (interamente dedicato a Richard Wagner) fu con la NBC Symphony Orchestra, il 4 aprile 1954. Alla sua morte nel 1957, fu sepolto al Cimitero Monumentale di Milano, nella tomba di famiglia precedentemente edificata dallo scultore Bistolfi alla morte del figlioletto Giorgio.
Toscanini diresse le prime mondiali di molte opere, incluse quattro che sono entrate a far parte del repertorio operistico classico: Pagliacci, La bohème, La fanciulla del West e Turandot. Diresse inoltre le prime rappresentazioni italiane di Siegfried, Götterdammerung, Salomè, Pelléas et Mélisande, e le prime sudamericane di Tristan und Isolde e Madama Butterfly e la prima nord americana di Boris Godunov.
Alla Scala, Toscanini fece pressione per riformare il modo di rappresentare l'opera, ottenendo nel 1901 quello che ai tempi era il sistema di illuminazione scenica più moderno e nel 1907 una fossa per orchestra. Insistette per abbassare le luci durante la rappresentazione. Come scrisse il suo biografo Harvey Sachs: "egli credeva che una rappresentazione non potesse essere artisticamente riuscita finché non si fosse stabilita una unità di intenti tra tutti i componenti: cantanti, orchestra, coro, messa in scena, ambientazione e costumi".
Toscanini e sua moglie Carla De Martini ebbero quattro figli: Walter, nato il 19 marzo 1898, Wally, nata il 16 gennaio del 1900 (e, nel corso della seconda guerra mondiale, elemento importante della Resistenza),[2] Giorgio, nato nel settembre 1901 ma morto di difterite il 10 giugno 1906 e Wanda, nata nel 1906 e diventata celebre per avere sposato il pianista russo-ucraino e amico di famiglia Vladimir Horowitz.
Il 5 dicembre 1949 venne nominato senatore a vita dal Presidente della Repubblica Luigi Einaudi per meriti artistici, ma decise di rinunciare alla carica il giorno successivo.
fonte: wikipedia