Le disposizioni sceniche nelle mani del compositore

Come concepisce la scena Puccini? La prima tappa che racconta regia, spazio e azione.

Attraverso le indicazioni sceniche, è possibile cogliere con maggiore nitidezza la struttura dell’opera e il legame stretto tra libretto, azione teatrale e partitura musicale: un intreccio che nasce dalla visione creativa di Puccini e dalla sua costante attenzione alla resa scenica. Tutto è pensato per garantire la massima chiarezza drammatica: i movimenti, le posizioni in scena, i tempi dell’azione e persino gli effetti visivi concorrono a comunicare in modo diretto le emozioni e le dinamiche narrative.

La centralità dell’aspetto visivo nel teatro pucciniano si riflette anche nel percorso formativo del compositore. Già nel 1888, Puccini si recò a Bayreuth insieme al librettista Luigi Illica per assistere alle opere di Wagner, attirato non solo dalla musica, ma dall’approccio teatrale che univa suono, parola e immagine in un unico progetto scenico. Tornò l’anno successivo su incarico di Giulio Ricordi, anche per osservare da vicino gli allestimenti in vista di una possibile ripresa italiana de Die Meistersinger von Nürnberg. In quegli anni, il modello wagneriano offriva esempi di spettacoli in cui la regia e la scenografia erano pienamente integrate nella poetica dell’opera.

L’Archivio Storico Ricordi conserva tutti i manoscritti autografi delle opere di Giacomo Puccini, con l’unica eccezione della Rondine, fornendo l’opportunità di curiosare all’interno del laboratorio creativo del compositore. Tra le note e il testo verbale di ogni opera lirica si possono leggere anche molte indicazioni sceniche, ovvero tutti quei movimenti che i cantanti sul palco devono compiere per rendere più efficace e coerente l’azione.

Oggi, queste indicazioni sono generalmente affidate al regista, figura centrale nel teatro lirico contemporaneo, che si occupa di definire la messa in scena, coordinare gli interpreti, costruire la drammaturgia visiva dell’opera e tradurre il libretto e la musica in un linguaggio teatrale coerente e coinvolgente. Negli autografi di Puccini le indicazioni sceniche non sono soltanto istruzioni tecniche, ma rivelano la sua profonda attenzione alla drammaturgia e al rapporto tra suono, gesto e significato. Sono strumenti con cui il compositore mette per iscritto la propria visione, partecipando attivamente alla costruzione teatrale dell’opera, delineando come debbano apparire in scena i personaggi, come debbano muoversi, reagire, entrare in relazione fra loro. Si tratta di un contributo fondamentale alla definizione di un’opera unitaria, integrata, teatrale, lontana dalla mera esposizione vocale del bel canto. Ad esempio, nel manoscritto del secondo atto della Tosca, nella celebre “scena dei candelieri”, il compositore inserisce indicazioni molto precise per la cantante «Tosca accende due candele, prende il Cristo e lo mette sul petto di Scarpia e i due candelieri ai lati del cadavere, camminando lentamente», e ancora «Tamburi lontanissimi. Tosca lentamente esce». L’immagine è talmente nitida nella mente di Puccini che, leggendo la partitura, si ha l’impressione di vedere già la scena prendere forma sotto i nostri occhi. Oppure, ancora, nel manoscritto di Suor Angelica, si sofferma a descrivere il momento in cui arriva la principessa: «Entra la principessa con grande dignità. Le due suore che l’accompagnano si inchinano con ossequio. Suor Angelica commossa, vacillante, le va incontro». Subito dopo, Suor Angelica bacia la mano alla principessa, che si siede, e comincia il dialogo tra i due personaggi. In un momento cruciale come quello dell’avvelenamento della protagonista, Puccini precisa non solo il gesto — «beve il veleno», all’interno di un riquadro — ma lo stato emotivo del personaggio: «con angoscia improvvisa», e la scena viene adeguata alle sensazioni negative, «La scena è oscura. Le nubi coprono la luna». Il secondo quadro della Bohème, ambientato nel Quartiere Latino in festa per la Vigilia di Natale, è particolarmente animato: oltre ai bohemiens e alla “gaia fioraia”, la scena pullula di venditori, borghesi, sartine, studenti, ragazzi e naturalmente Parpignol con il suo carretto. Non sorprende quindi che il compositore indichi con precisione da dove devono provenire le voci — ad esempio dal fondo della scena — o che specifichi se un personaggio debba cantare camminando in una certa direzione. Nella scena in cui entra il venditore di giocattoli, è presente un’indicazione per i ragazzi: «attorniando il carretto di Parpignol e muovendosi e gesticolando con gran vivacità». Insomma, Puccini cura ogni dettaglio nella composizione delle sue opere, senza lasciare nulla al caso. 

 

Giovanna De Simone

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