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Dabbrescia

Persona

fotografo

, Barletta

Domenico (Mimmo) Dabbrescia si trasferisce nel 1953 con la famiglia da Barletta a Milano. Inizia quasi subito a lavorare come apprendista fotografo, collaborando anche con l'agenzia News Blitz dove conosce Grazia Neri. Nel 1957, inizia la sua collaborazione con la Rotofoto di Fedele Toscani, padre di Oliviero Toscani che in quegli anni aveva in appalto gran parte dei servizi fotografici del Corriere della Sera e ben presto diviene il più giovane fotoreporter del quotidiano. Nel 1963 lascia il Corriere della Sera e fonda l'Agenzia fotogiornalistica Dabbrescia.
Durante gli anni '60 lavora con le maggiori case discografiche italiane (CBS, CGD, Ricordi) e fotografa cantanti, musicisti e band, ma anche scrittori e attori. Nei primi anni '70 pubblica diversi libri fotografici sui maggiori artisti contemporanei
A metà degli anni '70 fonda con Bruna Coradini la casa editrice Edizioni Brixia e la rivista
Prospettive d'arte, specializzata in arte, cultura e fotografia, che dirigerà per quasi 20 anni. Negli anni '80 e '90 continua l'attività editoriale, realizzando tirature limitate di grafica d’autore, multipli d’arte e libri per bibliofili, corredati da litografie e acqueforti. Negli ultimi anni ha realizzato reportages in Thailandia, Brasile, Cina, Cuba, Messico, Marocco, Tunisia, Spagna, Egitto, Kenya, India, Vietnam, Cambogia, Usa e Russia.


Biografia   

Mimmo Dabbrescia, all'anagrafe Domenico Dabbrescia (Barletta, 8 gennaio 1938), è un fotoreporter e fotografo italiano.

Dopo aver trascorso l'infanzia a Barletta, città natale, nel 1953, all'età di 15 anni, si trasferisce con la famiglia a Milano. Inizia quasi subito a lavorare come apprendista fotografo, collaborando anche con l'agenzia News Blitz dove conosce Grazia Neri. Nel 1957, inizia la sua collaborazione con la Rotofoto di Fedele Toscani[1], padre di Oliviero Toscani che in quegli anni aveva in appalto gran parte dei servizi fotografici del Corriere della Sera.

Nel 1961 al Corriere della Sera decidono di avere una sezione fotografica interna e quindi Dabbrescia, voluto da Alfredo Pigna e da Dino Buzzati, diviene ufficialmente un fotoreporter del giornale[1]. È il più giovane fotoreporter del giornale quotidiano. Per alcuni anni le sue fotografie accompagnano gli articoli pubblicati sul quotidiano, ma anche su La Domenica del Corriere e su Amica. Nel 1963 lascia il Corriere della Sera e fonda l'Agenzia fotogiornalistica Dabbrescia[2].

Durante gli anni 60 lavora con le maggiori case discografiche italiane (CBS, CGD, Ricordi) e fotografa cantanti, musicisti e band dai Beatles a Joe Cocker, da Clint Eastwood a Liz Taylor e Richard Burton, ma anche Eugenio Montale, Dino Buzzati, Riccardo Bacchelli, Federico Fellini, Claudia Cardinale, Marcello Mastroianni, Gilbert Bécaud, Mina, Lucio Battisti, Adriano Celentano, Fabrizio De André e anche un giovanissimo Lucio Dalla, soltanto per citarne alcuni. Nei primi anni 70 pubblica diversi libri fotografici sui maggiori artisti contemporanei: Salvador Dalì, Julian Schnabel, Renato Guttuso, Giorgio De Chirico, Enrico Baj, Zoran Music, Hans Hartung, Giuseppe Migneco, Gianni Dova, Aligi Sassu, e più tardi anche Francis Bacon e Michelangelo Pistoletto[3]. Il primo volume è Visti Così[4], che viene premiato dalla Provincia di Milano, seguito da Obiettivo sull'arte[5] e da Uomini e arte[6].

A metà degli anni 70 fonda con Bruna Coradini la casa editrice Edizioni Brixia e la rivista Prospettive d'arte, specializzata in arte, cultura e fotografia, che dirigerà per quasi 20 anni. Negli anni 80 e 90 continua l'attività editoriale, realizzando tirature limitate di grafica d’autore, multipli d’arte e libri per bibliofili, corredati da litografie e acqueforti. Da quel momento il passo è breve per decidere di occuparsi anche di dipinti, organizzare mostre e, infine, aprire una galleria d'arte[7]. In questi anni è sua l'dea di intraprendere un viaggio con Salvatore Fiume in Polinesia sulle orme di Gauguin che porta alla pubblicazione del volume Omaggio alla Polinesia[8].

Nel 2009, nel decennale[9] della scomparsa di Fabrizio De Andrè, è stata inaugurata una mostra personale di Dabbrescia con il patrocinio della Fondazione Fabrizio De André Onlus[10] che, per la ricorrenza, ha selezionato 25 scatti realizzati al cantautore genovese fra il 1969 e il 1974. Negli ultimi anni ha realizzato reportages in Thailandia, Brasile, Cina, Cuba, Messico, Marocco, Tunisia, Spagna, Egitto, Kenya, India, Vietnam, Cambogia, Usa e Russia[11].

fonte_ wikipedia

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Documenti: fotografie